Medio Oriente
Viaggio in Medio Oriente.
State attenti alle vostre sensazioni mentre andate verso il nord. Aria tersa e pulita. Giardini curati attorno a palazzi moderni e nuovi. Regole e cartelli. Locali asettici e lineari. Gente cordiale ma trattenuta.
Ora guardate a queste sensazioni quando mettete piede in quel vasto, eterogeneo e caotico mondo del Medio Oriente. In un viaggio in Medio Oriente i vostri cinque sensi verranno assaliti, fatti vibrare, messi alla prova, irritati, rabboniti, prostrati.
E’ ovvio. Qui c’è il cuore del mondo che palpita. Vibra dall’inizio della storia. E’ vecchio e stanco. Ma batte eccome. La storia del nord è minima rispetto alla monumentale genesi di questi luoghi mediorientali.
Qui si è tanto combattuto e tanto si è creduto. Qui in nome di Dio tanto si è discusso, tanto si è ferito e altrettanto si è amato. Come sarebbe possibile pensare di trovare ordine in un mondo così multiforme. Un mondo così dannatamente variegato e tormentato?
Viaggio in un mondo a metà strada.
Qui si dipanano radici articolate e profonde. Questa è l’essenza di un mondo a metà strada fra tutto. Crocevia di culture e credi. Una zona mediana che è di tutti e di nessuno. Una zona che si oltrepassa, ci si spartisce, si popola.
Una fascia di mezzo che di mediocre non ha nulla. Anzi. Si tratta di una zona di eccessi ed estremismi in cui trovare il giusto mezzo, per i più, è questione di vita o di morte.
Forse che non è vero che nomi come Libano, Iraq o Israele suscitano immediatamente in noi un brivido di ansia? Al suono di questi paesi ci sentiamo felici di non esserne parte vitale. Felici di essere cittadini di un mondo più sicuro, meno misto, più chiaro nei confini e nelle leggi. Felici di essere semplici viandanti che ne attraversano le piane o le valli. Ne osservano i monumenti e ne ascoltano le storie. Turisti che asseriscono compunti davanti ai racconti delle guide locali nel loro viaggio in Medio Oriente.
Su la mano.
Su la mano chi, guardando il telegiornale, non ha detto almeno una volta:”Povera gente!”?
Su la mano chi è riuscito a non schierarsi dalla parte dell’uno o dell’altro in virtù di approssimativi “sentito dire” e senza avere una reale conoscenza dei fatti (ammesso che ciò sia possibile)?
Ma chi viaggerà in Medio Oriente non porterà a casa immagini di morte. Avrà scia di fugaci glorie nella memoria. Avrà eco di leggendarie gesta e di santi predicatori (poco importa che si chiamassero Gesù o Maometto). Avrà seguito la genesi e l’evoluzione di ideologie sublimi che non hanno nulla a che spartire con le chiese vigenti (fatte da uomini e quindi comunque fallaci).
Negli occhi…
Avrà negli occhi i colori al tramonto sulle dune di sabbia. L’allungarsi sulla terra delle ombre di mura di caravanserragli e fortezze. Sentirà ancora sotto i palmi delle mani le scanalature delle colonne nei meravigliosi siti archeologici. I ruvidi fili dei tappeti kilim. Il contorno zigrinato dei piatti di rame lavorati minuziosamente da mani espertissime. Il richiamo crepuscolare del muezzin lo seguirà in ogni ricordo di un viaggio in medio oriente. E insieme a questo richiamo ci sarò l’odore persistente delle spezie nei suq e il vociare dei bimbi che ti rincorrono per strada. Non si potrà facilmente dimenticare gli ovali perfetti dei visi delle donne incorniciati da veli scuri. Né le profonde rughe dei vecchi che giocano a domino lungo le strade. Il vociare sommesso e concitato dei credenti addossati al Muro del Pianto sarà una litania dolce da rievocare una volta rientrati nel proprio mondo.
L’uomo è piccolo.
In questi posti l’uomo è piccolo.
Sia di fronte a una natura maestosa e silente. Sia di fronte al proprio Dio.
Più che altrove qui l’uomo è di passaggio. Lo è nei deserti, nei vicoli delle belle città vecchie, negli interni di moschee, sinagoghe o chiese. L’uomo in questi posti sembra volere rappresentare la caducità dell’esistenza e al contempo la tenacia del voler esistere. E’ il potere straziante di una creatura fragile.
Se penso ai miei viaggi in Medio Oriente mi viene in mente questa piccola prosa che ho letto chissà dove:
“Io credo all’attaccamento degli uomini come credo alla bontà di Dio. L’uomo inganna e Dio non inganna mai : qui è la differenza. L’uomo non inganna sempre: qui è la somiglianza a Dio. Creatura debole e fallibile la sua amicizia ha tanto maggior valore in quanto viene concepita e portata in un vaso più fragile. Egli ama sinceramente in uno spirito soggetto all’egoismo. Egli ama con purezza in una carne corruttibile. Egli ama eternamente in una giornata che finisce. Io credo, e lo so”.
Essendo stata in quei luoghi ho ammirato la giusta sensazione che hai saputo trasmettere. Luoghi indimenticabili!
Felice di sapere che quello che sento è condiviso. Bello avere una comunità di viaggiatori con un sentire simile al proprio.
Bellissima descrizione che rispecchia come sono veramente questi posti….
descrizione motomtoccante che fa venir voglia di partire subito
Appena si potrà allora conto di averla dei nostri! Buon anno nuovo!
be’ …..ho visto abbastanza (non tutto) in quella parte di mondo .e sentirne parlare mi
piace sempre. ottime le sensazioni di tutti i sensi in nostro possesso ad eccezione del gusto..io proprio quei gusti non li amo ma pazienza…torno sempre con qualche kilo in meno.
Beato te. Io riesco a ingrassare anche nel deserto del Gobi!
Qualcuno mi ha detto che sperate di organizzare un viaggio in Namibia, è vero? io non l’ho trovato, fatemi sapere, grazie e speriamo a presto Auguri a Giulia e anche a Carol anche se non la conosco personalmente
Buon pomeriggio Maria Antonietta,
le invio di seguito il link per il viaggio in Namibia, anche se, al momento, è solo una semplice proposta, non potendo definire nel dettaglio alcuna attività, fintanto che l’emergenza da Covid-19 rimane ai livelli attuali.
https://compagniaditurismoecultura.it/tour-viaggio-organizzato-namibia/