La mia città preferita? Vancouver

chiesa kiruna

Pillole di viaggio.

Nelle tante piacevoli conversazioni “in viaggio” capita spesso di parlarne.
Qual è la tua città preferita? La domanda è precisa. Ma la risposta non lo è necessariamente.
Sono tanti i fattori che concorrono. Potrebbe essere per alcuni la propria città, magari il luogo in cui si è nati o cresciuti, oppure quel luogo legato a un avvenimento speciale, a un particolare ricordo, o un’emozione, oppure semplicemente può essere una a scelta tra, che so, San Francisco, Cape Town, Sydney o Manhattan.
La mia preferita è Vancouver, principale città della provincia canadese della British Columbia. Città sul mare ma vicina alle montagne e circondata da grandi foreste. Città che ha ospitato l’edizione dei giochi olimpici invernali del 2010, quella successiva a Torino, per intenderci. Città che unisce e al tempo stesso contrappone la bellezza e tranquillità della sua baia alla modernità tipica e frenetica dei classici skyline nordamericani. Da un piccolo centro storico che ancora ricorda l’epoca coloniale, si è estesa fino a diventare la città più popolata ed importante del Canada centro occidentale.
Vancouver si posiziona ormai da parecchi anni al top mondiale delle classifiche sulla qualità della vita. Da almeno un decennio è la miglior città in cui vivere dell’intero nord America, e si contende la vetta assoluta con città del livello di Vienna, Monaco, Melbourne, Auckland. Le variabili tenute in considerazione sono di tipo economico, sociale, politico, ambientale, insomma qualità della vita a 360°.
E passeggiando per Vancouver tutto ciò è percepibile in maniera netta ed immediata. Un po’ tutte le città canadesi sono caratterizzate da condizioni socio economiche ottimali, diciamo che potremmo considerare il Canada come gli Stati Uniti al netto dei suoi lati controversi e degli eccessi.
Anche il clima fa la sua parte. Il periodo estivo è ottimale, con un clima godibilissimo. L’inverno, data la latitudine, è un’altra cosa, piove parecchio, come nelle città vicine oltre confine di Seattle e Portland. Ma l’influsso dell’oceano dà i suoi benefici. Il freddo tremendo di, che so, Calgary o Toronto, qui non si è mai visto.
Città multietnica e multiculturale, ospita la più grande Chinatown del nord America. L’ultima forte ondata migratoria è avvenuta tra la seconda parte degli anno ’80 e la prima degli anni ’90 da Hong Kong. Decine di migliaia di hongkongers, soprattutto della classe medio alta, decisero di trasferirsi dall’altra parte del Pacifico, in particolare a Vancouver, per via delle incertezze relative al passaggio della completa sovranità di Hong Kong dal Regno Unito alla Cina, avvenuta poi il 1 luglio 1997. Detto semplice, avevano il terrore di perdere la libertà cui erano abituati.
L’influsso culturale fu forte, tanto da far guadagnare alla città canadese il nomignolo di Hongcouver. Alcuni tra questi, ottenuta la cittadinanza canadese, decisero di ritornare ad Hong Kong. Negli ultimi tempi data la situazione corrente, parecchi sono poi nuovamente rientrati in nord America. Il dato del 2019 è di circa 300.000 canadesi di Hong Kong rientrati in Canada, questo fenomeno è stato denominato in inglese “reverse migration”.
Tornando a me e alle mie preferenze, io ho avuto la fortuna di lavorare a Vancouver in una società di spedizioni durante il mio periodo universitario, ho quindi potuto vivere la città da suo abitante, insomma dal di dentro. Abitavo in un residence in città, mi muovevo con i mezzi pubblici, nel tempo libero esploravo i bellissimi parchi, o con i traghetti mi spostavo tra le varie location pittoresche della baia.
Per me è stata un’esperienza indimenticabile. Mi capitava spesso di imbattermi in un set televisivo o cinematografico. Proprio per la bellezza dei luoghi, unita a condizioni economicamente vantaggiose rispetto ai cugini a sud, Vancouver è diventata una sede molto gettonata per le riprese, una sorta di Hollywood del nord. E ricordo ancora quando dal mio ufficio mandavo email scherzose ad un paio di compagni di corso che erano invece finiti nella città di Regina, nella provincia di Saskatchewan, ritenuta ufficialmente la città più brutta del Canada.
Molti dei miei colleghi di ufficio erano tra gli hongkongers trasferitisi una ventina o più anni prima quando erano ancora poco più che ragazzini. Io non ho mai avuto l’impressione di avere a che fare con dei cinesi, a me sembravano semplicemente canadesi come tutti gli altri. Una arrivava in bici in ufficio e dopo una specie di doccia passava tutta la giornata in calzini e tazzone di caffè in mano. Loro stessi in qualche modo ci tenevano a sottolinearlo, qualcuno amava definirsi banana, giallo fuori ma bianco dentro.
Con loro, durante le pause pranzo, ho avuto modo di scoprire tutti i segreti delle varie cucine asiatiche. Americanizzati si, scemi no, mi verrebbe da dire. E il mondo culinario asiatico è qualcosa di immenso e tutto da scoprire. Rigorosamente con le bacchette. Devo dire che sono stato un ottimo studente, ho provato praticamente tutto, con unico veto non negoziabile su grilli et similia e “chicken feet”, cioè zampe di gallina.
In conclusione Vancouver per due motivi: perché è indiscutibilmente una città spettacolare e perché è legata ad un’esperienza personale importante.