{"id":457,"date":"2020-11-25T14:45:50","date_gmt":"2020-11-25T14:45:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/?p=457"},"modified":"2020-11-25T15:09:36","modified_gmt":"2020-11-25T15:09:36","slug":"viaggio-in-uzbekistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/viaggio-in-uzbekistan\/","title":{"rendered":"Uzbekistan"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;Tour CTA &#038; Information Section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243; custom_padding=&#8221;4px|0px|2px|0px|false|false&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;3_5,2_5&#8243; admin_label=&#8221;Tour CTA &#038; Information Row&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;||3px|||&#8221;][et_pb_column type=&#8221;3_5&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_cta title=&#8221;Uzbekistan&#8221; button_url=&#8221;#TOP&#8221; 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Si parte! Inizia il mio viaggio in Uzbekistan.<br \/> Un breve trasferimento ci porta da Urgench a Khiva, la nostra prima meta.<br \/> Piccola citt\u00e0 fortificata e importante tappa lungo l\u2019antica via della seta. 2 kmq di cittadella che racchiudono circa 60 monumenti storici tra moschee, corti e madrasse. Un labirinto di stradine stracolme di giovani ed eleganti donne che passeggiano riparate da un ombrellino, bancarelle ricche di manufatti in legno, cappelli locali, dipinti ad acquerelli e tessuti colorati. Il tutto sormontato da immense cupole azzurre che riflettono la luce di un sole tanto caldo quanto accecante.<\/p>\n<h3>Khiva.<\/h3>\n<p>Finalmente un po\u2019 di meritato riposo e poi, subito dopo cena, di corsa alla cittadella per passeggiare con il fresco della sera tra i suoi vicoli silenziosi. Ogni cosa, illuminata dalla luna e dalle luminarie serali, acquisisce pi\u00f9 fascino. Khiva non fa eccezione.<br \/> Eccoci di nuovo in marcia: Bukhara.<br \/> Tra i mausolei della citt\u00e0 ne spicca uno trasformato in museo. Alle pareti immagini pi\u00f9 o meno antiche raccontato di una delle pi\u00f9 grandi catastrofi mondiali del nostro tempo: il Lago Aral. Nel 1957 quasi 70.000 kmq. Nel 2017 poco pi\u00f9 di 8.000. L\u2019amico Stalin si \u00e8 divertito da queste parti intensificando le piantagioni di cotone che, richiedendo quantit\u00e0 inquantificabili di acqua per l\u2019irrigazione, alla pari del riso, hanno letteralmente prosciugato il lago. Un disastro ambientale senza precedenti.<br \/> Proseguiamo e senza accorgercene siamo catapultati tra i vicoli della citt\u00e0. Bambini rincorrono farfalle, giocano a nascondino e senza fatica sventolano esili manine al ritmo di CIAAAAOOO.. HEEELLOOOOO!<br \/> Loro sanno sempre come ridare senso ad ogni cosa. Alla povera coscienza umana. Al poco amore che i grandi dedicano a quanto di pi\u00f9 prezioso hanno.<\/p>\n<h3>Quando da piccola cantavo Vecchioni con pap\u00e0.<\/h3>\n<p>La cena questa sera \u00e8 servita su una terrazza alle spalle della citt\u00e0 fortificata. All\u2019orizzonte il minareto simbolo della citt\u00e0 illumina ogni cosa. Poco pi\u00f9 in l\u00e0, tra le infinite viuzze della cittadella, scorre incessante la vita.<br \/> La gente qui incrocia i tuoi occhi e sorride, prima ancora che tu possa pensare di voltare lo sguardo altrove. \u00c8 bello non sentirsi stranieri a casa d\u2019altri. Non ci siamo pi\u00f9 abituati.<br \/> Ed eccoci pronti per partire alla volta di Samarcanda. Un nome che riecheggia nella mia mente fin da quando da bambina cantavo con pap\u00e0 Vecchioni e mi divertivo a idealizzarla questa terra. Immaginavo un cavallo e il suo condottiero al galoppo attraverso steppe silenziose e desolate. I bambini non riescono nemmeno lontanamente a raggiungerlo il pensiero della morte.<br \/> Ed oggi eccomi qui, non al galoppo ma su un moderno bus grazie a Dio, a costeggiare pianure a perdita d\u2019occhio punteggiate di secchi cespugli tra cui in lontananza intravedo qualche cammello.<\/p>\n<h3>Samarcanda, il ricordo felice.<\/h3>\n<p>Sono elettrizzata. Tra poche ore ci incontreremo mio felice ricordo.<br \/> Lungo la strada facciamo sosta a Shakhrisabz, la citt\u00e0 del grande conquistatore turco Tamerlano. Alcune moschee e mausolei fanno da cornice ai resti del grande portale d\u2019ingresso della sua residenza estiva. Si resta semplicemente impietriti ai piedi di questa gigantesca entrata completamente ricoperta di meravigliosi mosaici blu, bianchi e oro.<br \/><span style=\"font-size: 17px;\">Riprendiamo la strada attraversando villaggetti fatti di piccole e buie case in fango e mattoni, sparse tra campi di grano a perdita d\u2019occhio. All\u2019orizzonte piccole sagome colorate di donne ricurve lavorano la terra. Ai lati delle strade scolaretti in divise bianche e nere salutano e mandano baci ad un bus che spesso corre troppo veloce per darmi modo di ricambiare il saluto.<br \/><\/span> Eccoti. Magnifica esattamente come ti aspettavo. Silenziosa, regale, imponente.<br \/> Azzurro ovunque io rivolga lo sguardo. Cupole, portali, mausolei. Maioliche, scritte sacre e disegni floreali arricchiscono ogni monumento si incontri.<\/p>\n<h3>Il mio viaggio in Uzbekistan, un viaggio con il naso all&#8217;ins\u00f9.<\/h3>\n<p>Con il naso all\u2019ins\u00f9 e gli occhi commossi mi ritrovo ad immaginarmi qui nei suoi anni di massimo splendore, in quella che doveva essere una tra le pi\u00f9 ricche e prospere citt\u00e0 dell\u2019epoca, tra mercati stracolmi di ogni tipo di mercanzia e carovane trainate da centinaia di cammelli. L\u2019oriente era lontano ma questo era il centro del mondo all\u2019epoca di Tamerlano. E nonostante abbia sub\u00ecto terremoti che l\u2019hanno distrutta completamente, oggi la citt\u00e0 risulta perfettamente ricostruita. Da un lato lunghi viali e curati giardini, dall\u2019altro la citt\u00e0 antica. Un groviglio di vicoli alternati a mercati di souvenir e merci locali. Spezie, albicocche essiccate, tessuti preziosi, ceramiche blu. Gli occhi ricolmi di colori, il naso grondante di profumi.. il cuore pieno zeppo di gratitudine.<br \/> E infine.. non possiamo lasciare Samarcanda senza prima aver salutato il suo creatore, Tamerlano. Un mausoleo tanto ricco quanto mite ed elegante. Una grande tomba di famiglia dedicata a lui e a 8 dei suoi pi\u00f9 fedeli compagni.<br \/> Il viaggio sta per volgere al termine.<\/p>\n<h3>La capitale.<\/h3>\n<p>Ultima tappa Tashkent, la capitale del paese. Due ore di treno superveloce e veniamo catapultati in quella che a tutti gli effetti potrebbe essere scambiata con una grande e moderna citt\u00e0 europea. Enormi giardini, fontane, viali alberati, strade a quattro corsie, sontuosi palazzi amministrativi ed una meravigliosa metropolitana museo.<br \/> Ah no, errore. Le nostre capitali confronto a questa paiono dei porcili. Mi impegno a trovare qualche cartaccia o cicca di sigaretta a terra. Uno sforzo inutile. Non se ne vede nemmeno l\u2019ombra.<br \/> Sotto un sole di nuovo inaspettatamente cocente ci trasciniamo da una moschea ad un parco cittadino per terminare le nostre visite. Ogni cosa scintilla. Tutto viene pulito e curato scrupolosamente, pi\u00f9 volte al giorno. Mai visto tanti giardinieri, vigili e spazzini per le strade.<br \/> I sovietici hanno lasciato molto da queste parti. Lo si vede nell\u2019ordine che vige per le strade, nelle divise degli scolaretti, nella rigidit\u00e0 dei locali.<\/p>\n<h3>Le mille facce di questo popolo, il senso profondo di un viaggio in Uzbekistan.<\/h3>\n<p>Ognuno qui ha un compito ben preciso e con grande stupore mi ritrovo ad ammettere che nessuno cerca di sfuggire ai suoi doveri.<br \/> Probabilmente non si guadagna granch\u00e9 da queste parti ma non esistono praticamente mendicanti e senzatetto. Fatta qualche rarissima eccezione, tutti hanno qualcosa. Poco, sicuramente. Ma qualcosa.<br \/> Ci siamo quasi. Il mio viaggio in Uzbekistan \u00e8 vicino al termine. Ed io un po\u2019 malinconica e pensierosa, come ogni volta quando lascio un paese, ripenso a questi giorni. Alla meraviglia dei luoghi visitati. Agli sguardi ed ai sorrisi d\u2019oro che ho incrociato. Allo stupore nello scoprire tutte le mille facce di questa terra, tanto antica nell\u2019animo quanto all\u2019avanguardia nei servizi e nella tutela del suo popolo.<br \/> Queste terre ricordano a noi poveri occidentali, che troppo spesso ci lasciamo raggirare dalle false realt\u00e0 che ci fa comodo raccontare, che musulmano non dovrebbe significare cattivo, diverso e pericoloso. E soprattutto che non ha nulla a che spartire con l\u2019essere arabo. La prima \u00e8 una religione. La seconda un\u2019etnia. L\u2019Uzbekistan \u00e8 laico ma abitato da una grossa maggioranza islamica, e non araba.<\/p>\n<h3>A presto meraviglia dall&#8217;anima color zaffiro.<\/h3>\n<p>Facciamo presto a raccogliere tutti in un unico grande calderone fatto di terroristi ed estremisti pronti a farsi saltare in aria in nome di Allah. Poi arriviamo qui e siamo costretti ad ammettere che tutto quello che ci hanno inculcato \u00e8 sbagliato, falso. Che ci siamo fatti abbindolare dalle scemenze che ci sono state raccontate. Che anche noi stessi, ahim\u00e8, siamo colpevoli. Perch\u00e9 l\u2019abbiamo permesso. Abbiamo dato loro la possibilit\u00e0 di imprimere nelle nostre menti idee non reali, pensieri dannatamente errati e cattivi.<br \/> Ho visto pi\u00f9 denti d\u2019oro in 7 giorni qui, che in un\u2019intera vita a casa. E non solo perch\u00e9 sono tanti qui ad averli ma perch\u00e9 i musulmani che tanto ci spaventano, mi hanno regalato pi\u00f9 sorrisi di quelli che avrei potuto desiderare; come a supplicarmi di non dimenticarne nemmeno uno una volta rientrata. Perch\u00e9 lo sanno cosa pensiamo di loro e farebbero qualunque cosa per convincerci che ci sbagliamo.<br \/> Ci sono riusciti..!<br \/> A presto meraviglia dall\u2019anima color zaffiro, torner\u00f2 per un nuovo viaggio in un Uzbekistan che mi ha lasciato con il naso all&#8217;ins\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salam. Il mio viaggio in Uzbekistan inizia con un atterraggio pi\u00f9 brusco del previsto. Apro gli occhi, mi volto e mi ritrovo di fronte una costruzione pi\u00f9 simile all\u2019entrata di un lussuoso hotel 5 stelle che al terminal di un aeroporto. Mai visto un aeroporto del genere. Salam. Ecco Sean, la guida. Si parte! 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