{"id":1425,"date":"2021-02-10T10:19:54","date_gmt":"2021-02-10T09:19:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/?p=1425"},"modified":"2021-07-07T10:57:47","modified_gmt":"2021-07-07T08:57:47","slug":"viaggio-a-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/viaggio-a-mosca\/","title":{"rendered":"Mosca"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;Tour CTA &#038; Information Section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243; custom_padding=&#8221;4px|0px|2px|0px|false|false&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; admin_label=&#8221;Tour CTA &#038; Information Row&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;||3px|||&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_cta title=&#8221;Mosca&#8221; button_url=&#8221;#TOP&#8221; _builder_version=&#8221;4.8.1&#8243; header_level=&#8221;h1&#8243; header_font=&#8221;Noto Serif|700|||||||&#8221; header_font_size=&#8221;44px&#8221; header_line_height=&#8221;1.5em&#8221; body_font=&#8221;Noto Sans||||||||&#8221; body_text_align=&#8221;right&#8221; body_font_size=&#8221;17px&#8221; body_line_height=&#8221;2em&#8221; use_background_color=&#8221;off&#8221; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_size=&#8221;17px&#8221; button_text_color=&#8221;#ffffff&#8221; button_bg_color=&#8221;#ff6b5a&#8221; button_border_width=&#8221;10px&#8221; button_border_color=&#8221;#ff6b5a&#8221; button_border_radius=&#8221;100px&#8221; button_font=&#8221;Noto Sans|700||on|||||&#8221; button_use_icon=&#8221;off&#8221; button_alignment=&#8221;right&#8221; text_orientation=&#8221;right&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; max_width=&#8221;480px&#8221; max_width_tablet=&#8221;&#8221; max_width_phone=&#8221;&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|tablet&#8221; module_alignment=&#8221;left&#8221; header_font_size_tablet=&#8221;&#8221; header_font_size_phone=&#8221;34px&#8221; header_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; button_text_color_hover=&#8221;#ffffff&#8221; button_border_color_hover=&#8221;#ff9e59&#8243; button_bg_color_hover=&#8221;#ff9e59&#8243; button_text_size__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_one_text_size__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_two_text_size__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_text_color__hover_enabled=&#8221;on&#8221; button_text_color__hover=&#8221;#ffffff&#8221; button_one_text_color__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_two_text_color__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_border_width__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_one_border_width__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_two_border_width__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_border_color__hover_enabled=&#8221;on&#8221; button_border_color__hover=&#8221;#ff9e59&#8243; button_one_border_color__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_two_border_color__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_border_radius__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_one_border_radius__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_two_border_radius__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_letter_spacing__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_one_letter_spacing__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_two_letter_spacing__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_bg_color__hover_enabled=&#8221;on&#8221; button_bg_color__hover=&#8221;#ff9e59&#8243; button_one_bg_color__hover_enabled=&#8221;off&#8221; button_two_bg_color__hover_enabled=&#8221;off&#8221;][\/et_pb_cta][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_post_title title=&#8221;off&#8221; date_format=&#8221;d M Y&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.7&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; featured_image=&#8221;off&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243; locked=&#8221;off&#8221;][\/et_pb_post_title][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.6.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_fullwidth_image src=&#8221;https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/piazza-rossa-mosca.jpg&#8221; alt=&#8221;piazza rossa mosca&#8221; title_text=&#8221;piazza rossa mosca&#8221; _builder_version=&#8221;4.8.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][\/et_pb_fullwidth_image][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;Useful Travel Trips&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243; custom_padding=&#8221;0px|0px|0px|0px|true|false&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;1px|||||&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; text_font=&#8221;Noto Sans||on||||||&#8221; text_font_size=&#8221;17px&#8221; text_line_height=&#8221;2em&#8221; header_font=&#8221;||||||||&#8221; header_3_font=&#8221;|800|||||||&#8221; max_width=&#8221;800px&#8221; max_width_tablet=&#8221;&#8221; max_width_phone=&#8221;&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;50px||0px|||&#8221;]<\/p>\n<h3>Mosca \u00e8 altro.<\/h3>\n<p>Mosca \u00e8 uno stato mentale che esula dagli stereotipi comuni, quelli che si dibattono tra il considerarla un grigio e intricato cumulo di parallelepipedi fatiscenti in cui vivono uomini da anni umiliati e sfiniti da miseria, alcolismo e Comunismo, e tra l&#8217;idea di una Mosca imperiale, fatta d&#8217;aquile bicipiti, tondeggianti cupole dorate e slitte fantastiche che scivolano sotto cieli e stelle di glaciale purezza.<br \/>Mosca \u00e8 entrambe le cose, e molto altro. Ed \u00e8 la vera essenza di questo &#8220;altro&#8221; che \u00e8 difficile spiegare. Perch\u00e9 \u00e8 un sapore, un moto del cuore, una voce che risuona lontana, \u00e8 una musica antica le cui note ormai sono consegnate all&#8217;oblio della memoria.<\/p>\n<h3>L&#8217;anima di Mosca, oggi, \u00e8 rintanata.<\/h3>\n<p>Mosca confine con Asia, rozza, terragna, frenetica. Da sempre nell&#8217;immaginario collettivo occupa un posto in antitesi a San Pietroburgo, la citt\u00e0 fortemente voluta da Pietro il Grande, acquatica, europea, elegante. Mosca \u00e8 l&#8217;antipode della gentilezza. E&#8217; un surrogato di rassegnazione, misto a rabbia e disillusione. Ma le anime maltrattate non possono essere gentili. E l&#8217;anima di Mosca, ferita dagli zar, sfiancata dal comunismo e ora avvilita dalla boria e villania dei nuovi russi arricchitisi con mafia e quant&#8217;altro, credo si sia rintanata.<br \/>Forse nelle sale dei suoi musei, forse fra le tombe immerse nel silenzio dei suoi cimiteri, o chiss\u00e0, dietro qualche altare di una sconosciuta chiesa di periferia. Ci\u00f2 che conta \u00e8 che quest&#8217;anima resiste. Alberga senza dubbio nella miriadi di appartamentini di periferia, dove le donne coltivano ancora aromi e fiori in scodelle sui davanzali delle finestre. Dove per entrare ci si toglie le scarpe. Dove il rubinetto del bagno, girevole, serviva un tempo sia per il lavabo che per la vasca. O forse fluttua sopra gli immensi boschi di betulle che la circondano. Aleggia ondivaga sopra gli stagni, i laghi, gli immensi fiumi che la tangono, pallidi anticipatori della grandezza e maestosit\u00e0 di quelli della vicina Siberia.<\/p>\n<h3>San Basilio.<\/h3>\n<p>Eppure quest&#8217;anima ferita, una volta abitava luoghi pi\u00f9 austeri!<br \/>Quest&#8217;anima viveva nelle piccole sale di San Basilio, la stupefacente chiesa adagiata sul fondo della Piazza Rossa, fatta costruire tra il 1555 ed il 1560 dal sanguinario zar Ivan il Terribile per celebrare una delle vittorie dell&#8217;esercito russo contro il Kanato di Kazan. Si dice che l&#8217;architetto che la progett\u00f2 fu accecato al termine dell&#8217;opera per far s\u00ec che non potesse riprodurre un simile splendore in altre parti del mondo. Ogni paese ha leggende simili. Ma gli esterni colorati, sono talmente belli, multiformi e asimmetrici che qui mi sembra pi\u00f9 facile crederci. L\u2019esterno contrasta con la semplicit\u00e0 delle salette interne, cos\u00ec come il reale nome della Chiesa, Cattedrale dell&#8217;Intercessione, in qualche modo stona con il pi\u00f9 semplice e popolare con cui la chiesa \u00e8 universalmente conosciuta. Basilio infatti era un &#8220;folle di Dio&#8221;.Una figura molto popolare nella cultura religiosa russa, che inevitabilmente richiama alla mente l&#8217;inquietante figura dello stesso Rasputin, &#8220;Santone&#8221; maledetto della Chiesa Ortodossa.<\/p>\n<h3>La piazza Rossa.<\/h3>\n<p>E dalla chiesa si allunga la mitica Piazza Rossa. Anticamente in russo Krasnaja Ploscad significava &#8220;Piazza bella&#8221;. In tempi pi\u00f9 moderni il termine si \u00e8 svuotato di questo significato ed \u00e8 diventata semplicemente &#8220;Piazza Rossa&#8221;. Il terreno della piazza, leggermente convesso, non permette di realizzare appieno la grandezza della sua superficie. L\u2019arzigogolata e fantasiosa costruzione in mattoni rossi che svetta esattamente al lato opposto della piazza rispetto a San Basilio, sembra uscita da una fiaba di Andersen. Si tratta del Museo Storico Russo, costruito nella seconda met\u00e0 del 1800 in stile &#8220;pseudo russo&#8221; con cupole a cuspide, chiamate &#8220;koko\u0161niki&#8221; (antico copricapo femminile) che si alternano a scalette e intarsi tipici della decorazione antica russa.<br \/>Lateralmente la piazza \u00e8 chiusa dai GUM, immensi magazzini a tre piani, una volta statali, ormai di relativo interesse turistico in quanto sempre pi\u00f9 simili ai magazzini europei, sia per la merce venduta che per la popolazione che li frequenta, e dalle alte e possenti mura che cingono il Cremlino.<br \/>Forse l&#8217;anima russa ha vissuto anche l\u00ec, prima di venire &#8220;sfrattata&#8221; con il trasferimento della capitale, nel 1713 a San Pietroburgo. Vaga ancora, avvolta in uno scialle colorato di lana, all&#8217;ombra delle croci, ai piedi delle sue cattedrali. Sosta di fronte alle imponenti iconostasi, avvinta dalle note lamentose di un&#8217;interminabile liturgia ortodossa, china sotto lo sguardo immobile di qualche Madonna. Mai in nessuna altra immagine religiosa gli occhi della Vergine sono apparsi cos\u00ec misericordiosi e cos\u00ec misteriosi! Cos\u00ec inaccessibili e cos\u00ec vicini alla natura umana!<\/p>\n<h3>Le &#8220;Vergini&#8221;.<\/h3>\n<p>Nelle chiese aleggia odore elementare di cera bruciata. Tante sottili candeline giallo opaco svettano accese in preghiera. Alcune di fronte a una &#8220;Vergine della Tenerezza&#8221; che da pi\u00f9 di 700 anni appoggia dolcemente la sua guancia a quella del Bambino, escludendo da un&#8217;intimit\u00e0 inviolata il fedele. Oppure di fronte alla &#8220;Vergine di Kazan&#8221;, i cui occhi scuri scrutano puri con la serenit\u00e0 di chi non disattende, dall&#8217;alto di qualche teca.<br \/>Molte di queste icone, opere di illustri scuole, come quella di Novgorod o come quelle di Rubl\u00ebv, il pi\u00f9 grande e celebrato pittore di icone russe vissuto nella prima met\u00e0 del &#8216;400, si trovano ora alla Galleria Tretjakov. La pinacoteca ha offerto nel corso degli anni rifugio e salvezza a numerosissime opere d&#8217;arte, salvandole dagli stupri di guerre e ideologie politiche devastatrici.<\/p>\n<h3>L&#8217;Armeria.<\/h3>\n<p>Dalla piccola piazza chiusa da tutti i lati dalle cinque cattedrali del Cremlino, si prosegue fino all&#8217;Armeria, oggi custode gelosa dei favolosi &#8220;Tesori degli Zar&#8221;. Quanto di pi\u00f9 sontuoso e fiabesco si possa immaginare per ricreare nella mente la scenografia di uno dei pi\u00f9 ricchi e potenti imperi mondiali, qui lo si trova.<br \/>Ecco lo spirito russo, quello antico, che ritorna a vestirsi di splendidi abiti e pellicce di ermellino. Si adorna con gioielli di inestimabile pregio. Addobba i suoi cavalli e le splendide carrozze con fini paramenti. Siede altero e sdegnoso su troni letteralmente tempestati di pietre preziose o in avorio finemente intarsiato.<br \/>Ed \u00e8 lieve camminare sul parquet scricchiolante, nel silenzio irreale delle sale, immaginando quella che \u00e8 stata una fiaba anche se per pochi. Anche se breve. In fin dei conti la fiaba di Mosca \u00e8 iniziata solo nel 1147 e gi\u00e0 dopo sei secoli volgeva al declino.<\/p>\n<h3>Le dinastie russe e le fiabe.<\/h3>\n<p>La prima splendente e valorosa dinastia dei Rjurikidi, quella che annovera fra le sue fila nome mitici come Ivan il Grande o il temibile e sanguinario Ivan il Terribile, si estinse con l&#8217;ultimo erede F\u00ebdor e dopo pochi anni di doveroso caos dinastico in cui emerse la figura di Boris Godunov, da noi conosciuto pi\u00f9 per l&#8217;opera di Mussorgski che per le sue gesta, si apr\u00ec il sipario su Michele, capostipite di una triste e provata dinastia che govern\u00f2 la Russia fino al 1917: la dinastia Romanov. Fu per\u00f2 proprio uno dei Romanov, Pietro il Grande, a defraudare Mosca del suo scettro di capitale.<br \/>Il giovane regnante temeva il Cremlino e gli intrighi che fra le sue mura si perpetravano a sue spese a opera della sorella Sofia. Lui volle San Pietroburgo. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra fiaba pi\u00f9 europea, pi\u00f9 raffinata. La fiaba di Mosca continu\u00f2 negli spazi immensi della sua campagna, nei meandri scuri e dimenticati dei suoi conventi, nella devozione costante, sussurrata e clandestina dei monasteri.<\/p>\n<h3>Una religiosit\u00e0 punita.<\/h3>\n<p>A Sergev Posad, grigia e anonima cittadina a una settantina di chilometri da Mosca verso est, nascosta e protetta da mura antiche, si trova la massima espressione della Cristianit\u00e0 Ortodossa: il monastero della Trinit\u00e0 di San Sergio. Scure figure di monaci traversano come spettri gli spazi fra le chiese e il refettorio, seguiti da ossequiose donne cenciose, alla ricerca di una benedizione e di una scarna mano da baciare.<br \/>Eppure i visi emaciati di questi monaci, il portamento altero, il rosario pendente dalle cinture delle loro vesti, non rassicurano di certo. Anzi. Preludono a una religiosit\u00e0 a lungo punita, sacrificata sull&#8217;altare dell&#8217;ambizione umana, ma ora pi\u00f9 che mai viva, salda e consapevole, pronta a rifarsi con spirito combattivo di quasi un secolo di negazioni. E questa forza si sente, si respira tangibile, spessa, nella chiesa pi\u00f9 piccola ma pi\u00f9 raccolta del territorio monasteriale.<\/p>\n<h3>Ecco, infine, dove si rintana l&#8217;anima russa, forse.<\/h3>\n<p>Tra i fumi delle candele, l&#8217;unica illuminazione dell&#8217;interno, si scorgono addossate al muro di fondo, piccole, anziane donne. Cantano la loro litania, incessante, ipnotica. Snocciolano i loro rosari guardando le icone che ricoprono pareti e soffitto. Immagini dove a fatica si riconoscono nell&#8217;oscurit\u00e0 i volti dei Santi e degli Apostoli. Le donne sono in attesa del proprio turno per percorrere i pochi metri che le separano dalla salma di San Sergio e baciarne le reliquie.<br \/>Che sia alla fin fine approdata proprio qua l&#8217;anima russa? Che dopo tanto <a href=\"https:\/\/compagniaditurismoecultura.it\/viaggi-organizzati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"vagare\">vagare<\/a>, scappare, nascondersi, abbia trovato un luogo dove potersi riconciliare al mondo? Esco dal territorio monasteriale passando da un massiccio cancello di legno. Nevica e ormai sta gi\u00e0 imbrunendo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mosca \u00e8 altro. Mosca \u00e8 uno stato mentale che esula dagli stereotipi comuni, quelli che si dibattono tra il considerarla un grigio e intricato cumulo di parallelepipedi fatiscenti in cui vivono uomini da anni umiliati e sfiniti da miseria, alcolismo e Comunismo, e tra l&#8217;idea di una Mosca imperiale, fatta d&#8217;aquile bicipiti, tondeggianti cupole dorate [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1428,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1425"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1425"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1425\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2297,"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1425\/revisions\/2297"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1428"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.compagniaditurismoecultura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}